Cappelletti da brodo, ricetta-base

Mi han detto che faccio piatti “costosi”, che scelgo ingredienti “difficili”, che non amo la “tradizione” (beh, questo è vero…!). Ecco allora una ricetta che più tradizionale non si può, a costo bassissimo e con ingredienti che ormai si trovano anche nelle isole del Pacifico: la ricetta dei cappelletti da fare in brodo (che sia…

Polpette di sarde con menta e uvetta

Qualcuno troverà la mia cucina stramba, i miei gusti troppo vari; so bene che passo dalle terrine francesi, ai croissant, alla cucina persiana senza fare un plissé. Anzi. Allora direi che una divagazione verso la tradizione – ma quella buona, non quella delle finte osterie milanesi – ci sta. Dedicata spudoratamente ad una regione che…

Pan meino, il dolce delle estati brianzole

Per me, il dolce più buono del mondo. E anche quello con più versioni, quasi tutte … fuori tema. Questo è un dolce antico, rustico, che da bambina prendevamo dal prestinaio come merenda nei mesi estivi.

Sardenaira di confine

Come abbiamo letto in un bellissimo articolo del Calendario, la cucina “di frontiera” ha spesso portato e comportato contaminazioni che del concetto di confine fanno un legame, non più una divisione. La Sardenaira è un caso tipico.

Il danubio

Curiosando in rete, si trovano molte informazioni su questo lievitato tipico della tradizione Partenopea; quasi tutte implicano la figura del mitico pasticcere Scaturchio, e di una moglie asburgica alla quale, in omaggio, parrebbe risalire il nome “Danubio” dato a questa briosciona soffice e ripiena, che portava all’origine l’impronunciabile nome di Buchteln. Comunque sia andata, resta a noi la delizia assoluta di questo lievitato soffice, colorato, saporito, che si mangia a “pizzichi” in compagnia e in memoria di una signora salisburghese con un marito latino molto innamorato.