“Makarounia di Chalki” con pesto di olive Kalamata, pistacchi, zafferano e uvetta

Un piccolo, piccolissimo gioiello dell’Egeo (una sola strada, vietate auto e moto perché si gira a piedi, casette colorate e un mare da urlo), dove sono riuscita a scovare comunque dei prodotti tipici e deliziosi: le foglie di cappero in conserva, il miele di timo e i Makarounia.

Di questo particolare tipo di pasta avevo già parlato QUI: un ricordo della mia estate, o almeno della parte che ho passato al mare (della montagna parlerò un’altra volta 😉). Un sacchettino di pasta artigianale sopravvissuto al viaggio in nave e poi in aereo – non so come, sono riusciti ad arrivare solo un pochino… accorciati 😁

Come in altre zone della Grecia (es. nel Peloponneso o in Calcidica con i hilopites), la pasta ai tempi era un alimento che consentiva di mangiare quando non c’era molto altro disponibile. Questi di Chalki sono simili a sottili vermicelli e vengono conditi con abbondante cipolla stufata nel burro, olio extravergine e formaggio stagionato (di capra in genere). 

Io ho voluto proporli con un condimento che arricchisce la tradizione senza allontanarsi troppo, in un tripudio di sapori mediterranei per una ricetta facilissima che sa ancora di estate.

Ingredienti:

  • Makarounia: 160 g.
  • Una cipolla dorata
  • Olio extravergine di oliva
  • Un cucchiaio di capperi dissalati
  • Un cucchiaio di uvetta
  • Una bella manciata di olive Kalamata
  • Un pizzico di zafferano
  • Pistacchi non salati: due bei cucchiai (30-40 g, sgusciati)
  • Sale, pepe nero
  • Un ciuffetto di prezzemolo

Per 2 porzioni


I Makarounia

Denocciolare le olive e tritarle finemente al coltello insieme ai capperi, dissalati e sciacquati.

Macinare i pistacchi in un grinder.

Affettare sottilmente la cipolla (meglio con la mandolina) e farla stufare in una larga padella con un filo d’olio, un pizzico di sale ed abbondante pepe. Quando sarà ammorbidita, unire lo zafferano e l’uvetta. Far andare fino a che la cipolla sarà quasi sfatta, quindi aggiungere il trito di olive e capperi e i pistacchi sfarinati. Bagnare con un mestolino di acqua e far amalgamare bene la salsa. A fuoco spento guarnire col prezzemolo tritato.

Intanto, lessare i makarounia in acqua salata (ci vorranno ca 5′) e mantecarli nella padella del condimento, unendo un goccino di acqua di cottura. Servire con altro pepe nero e un giro d’olio extravergine.

Tips&Tricks

  • Ovviamente potete sostituire i makarounia, ad es. con spaghetti alla chitarra o bavette
  • Le olive Kalamata sono particolarmente grandi, morbide e dolci, difficile sostituirle con una qualsiasi varietà delle nostre. Potete provare con le taggiasche, che, a parte la dimensione, si avvicinano come sapore
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