Primi · Prodotti del Territorio · Riso

Risotto ai kaki persimon, caprino di Montevecchia e fave di cacao

Non ho mai potuto soffrire i kaki: quella polpa appiccicosa, gelatinosa, allapante se immaturi e stucchevole se pronti… tremendi.

Ma col persimon è stato amore a prima vista…

Il persimon – o cacomela, come a volte lo chiamano qui – invece è un frutto bellissimo, arancione dorato, con la polpa soda dal sapore quasi di pesca e mango. Oltre ad avere un sacco di ottime proprietà, è naturalmente buonissimo e interessantissimo in cucina.

Oggi ci faccio un risotto autunnale: il dolce del frutto, l’amarostico delle fave di cacao e il piccante dei caprini tipici di Montevecchia – perché l’autunno non è solo funghi brodini … 😀

Ingredienti:

  • Riso (Arborio o Carnaroli): 150 g.
  • Kako persimon: 1
  • Burro
  • Scalogno: 1 piccolo
  • Brodo leggero di pollo: 450 ml ca
  • Sale
  • Foglie di salvia: 2
  • Vino bianco secco
  • Caprino di Montevecchia stagionato: 40 g.
  • Fave di cacao: 3

Per 2 porzioni


Tritare lo scalogno e farlo appassire nel burro. Tostare il riso, sfumarlo con il vino bianco ed aggiungere le foglie di salvia tritate. Cuocere il riso aggiungendo il brodo bollente man mano.

Intanto, pelare il kaki; ridurne una metà a dadini e frullare l’altra.

Sminuzzare le fave di cacao nel mortaio.

A metà cottura aggiungere 3 cucchiai di kaki frullato.

A cottura ultimata, mantecare con il caprino e le fave di cacao. Prima di servire aggiungere i dadini di kaki.

Tips&Tricks

  • La produzione casearia della Brianza offre alcune “perle” di gusto, prodotte con rispetto del territorio, a km 0 e portando avanti antiche tradizioni, tra cui i famosi caprini: si trovano freschi o stagionati, anche in conserva sott’olio con aromi delle campagne (rosmarino, timo, alloro…)
  • Causa CoVid non ho potuto girare per mercati locali, se non veramente sotto casa, e quindi ho dovuto usare in questo caso un riso del supermercato… ci si accontenta, se si deve, ma la differenza è veramente tanta!
  • Anche le fave di cacao vengono da un piccolo mercato bio: vanno usate con parsimonia (sono molto amare e aromatiche), ma io le trovo eccezionali e le uso spesso in varie ricette

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