Agoni in “carpione” leggero di amarene e zafferano di Pozzolengo

A casa mia il pesce di mare ha fatto solo sporadiche comparse, per lo più sotto forma di sogliole e naselli, fino a che non ho cominciato a cucinarmelo da sola. Invece, sono cresciuta a pesce di lago: ci pensava il nonno che, dopo una settimana di lavoro (che comprendeva anche il sabato), si alzava alle tre di notte e andava a pescare in Alta Valtellina, nei fiumi e laghi di montagna.

Tinca coi piselli, agoni in carpione, lavarello al burro e alborelle fritte: così li preparava la nonna, e oggi cucino il pesce dei nostri laghi praticamente in tutte le maniere (QUI una selezione di ricette), perché in fondo è vero che ognuno, quando cucina, racconta un po’ della sua storia – e la mia è fatta anche di vesciche natatorie di pesciolini fatte scoppiare per gioco, tra gatti felici e la nonna che ci inseguiva con lo straccio e la lisciva.

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Un antipasto di lago alleggerito (niente fritto) ma arricchito nei sapori e nei colori: bellissimo da presentare e con una sfumatura agrodolce che lo farà apprezzare anche da chi non ama molto il forte della ricetta classica.

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Ingredienti:

Due-tre porzioni


Per prima cosa, pulite i pesci ed apriteli a libro, togliendo anche la testa e le spine. Conditeli appena con un filo d’olio; intanto mettete sul fuoco una larga padella antiaderente con qualche grano di sale grosso. Quando sarà ben calda, cuocete il pesce prima dalla parte delle pelle, poi, girandolo delicatamente, dalla parte della polpa. Toglietelo dal fuoco quando sarà ben dorato ed accomodatelo in una terrina preferibilmente di ceramica.

Mondate ed affettate sottilmente i cipollotti (solo la parte bianca). Nella stessa padella dove avete cotto il pesce, date un giro di olio e aggiungete il cipollotto. Unite un pizzico di zucchero e fate caramellare leggermente (non deve friggere), quindi aggiungete l’aceto, il vino, i grani di pepe e lo zafferano sciolto in un goccino di acqua. Per ultime le amarene ben sciacquate e le erbe fresche. Regolate di sale e fate ridurre la bagna. Una volta intiepidita versate sul pesce e decorare con qualche amarena rimasta. Servite fresco o a temperatura ambiente.

Con questa ricetta partecipo all’edizione 2016 di Garda Cooking Cup, una competizione che unisce in un unico progetto la vela amatoriale, la cucina di qualità e le eccellenze del territorio.

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Tips&Tricks

  • Amarene e zafferano sono un abbinamento perfetto per l’agone, che ha una polpa saporita e a tendenza dolce
  • Il grande vino RosaMara, dal delicato profumo di amarena e biancospino, e l’utilizzo dell’aceto di mela rendono il piatto profumato e delicato

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6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Donatella ha detto:

    Mi piace molto sperimentare e la tua scelta è grandiosa, associare le amarene ad un pesce trovo che sia un’esperienza gustativa fantastica.
    Brava!

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    1. alessiamassari ha detto:

      Grazie Donatella di queste bellissime parole! fa sempre piacere quando trovi qualcuno che coglie al volo l’essenza che hai voluto dare a un piatto. Un bacio :*

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  2. panelibrienuvole ha detto:

    Amarene e zafferano, non so proprio immaginarli con un pesce in carpione…c’è posto anche per me per un assaggio? 🙂
    Un’idea molto originale, complimenti!

    Piace a 1 persona

    1. alessiamassari ha detto:

      Agrodolce, delicato, molto saporito. Certo che c’è posto, bisogna domandare?… :*

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  3. lara137 ha detto:

    un piatto spettacolare che da come lo racconti sembra da assaggiare subito, come faccio, vengo a trovarti?

    Piace a 1 persona

    1. alessiamassari ha detto:

      Lara, saresti PIU’ che benvenuta… grazie davvero della tua gentilezza!

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